L’incertezza è il nostro tempo
L’incertezza non è più uno scarto tra due certezze, ma una condizione permanente. Ma è nella sfera intima che diventa più radicale. Nelle relazioni, nei sentimenti, nei corpi.
L’incertezza non è più uno scarto tra due certezze, ma una condizione permanente. Ma è nella sfera intima che diventa più radicale. Nelle relazioni, nei sentimenti, nei corpi.
I dazi non sono solo misure economiche, sono una filosofia di governo, un modo di intendere l’economia che appare incompatibile con l’idea di competitività relazionale che l’Italia ha saputo costruire nel corso dei secoli.
Dal look retrò di Achille Lauro e Damiano alla vittoria di Olly con “Balorda nostalgia”, molti artisti hanno evocato un passato rassicurante. La musica diventa specchio di una società che cerca stabilità nei ricordi.
Dai social alla consacrazione ai Grammy 2025, Benson Boone si impone come un artista totale, in cui voce e corpo si fondono in una performance teatrale e audace. La sua mano sul pacco divide e affascina, incarnando il corpo come linguaggio nella musica contemporanea.
Il caso del DJ e della presunta trasformazione del suo viso. Da Bourdieu a Houellebecq, il corpo non è più solo un corpo, ma un valore di mercato, un asset da ottimizzare. Ma era tutto un fake!
In un’epoca in cui la vita privata diventa un brand e la felicità un prodotto da vendere, la discrezione è ormai un’arte dimenticata. Ma la realtà, prima o poi, presenta il conto: i segreti non restano tali e la credibilità è un patto che non si può tradire impunemente. Perché, come ci insegnano Tolstoj e Balzac, il tempo svela sempre la verità.
Tutti i nomi di persona significano qualcosa. Fra le pagine dei romanzi ci sono nomi che parlano prima di altri, che prendono forma e messi addosso a un personaggio non solo lo dichiarano ma lo determinano nella fantasia del lettore. Ci pensavo leggendo “I giorni di Vetro” di Nicoletta Verna che, per via della sua Redenta, mi ha riportato alla mente Modesta de “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza.
La storia si ripete, sempre uguale, sempre tragica, nonostante il progresso. Popolazioni intere sembrano destinate alla miseria e alla fuga, mentre altre vivono nel privilegio e nel benessere. E così sono andata a riprendere dalla libreria “America” di T.C. Boyle, pubblicato in Italia da Einaudi nel 1995 (titolo originale The Turtilla Curtain, 1995).
Riflessioni tra le pagine di “Intermezzo” di Sally Rooney, maestra nel raccontare sentimenti che sfidano le convenzioni. Quanto i ruoli di genere continuano a influenzare il modo in cui l’amore viene interpretato?
Da accessorio a manifesto, raccontano storie di identità, distacco e fragilità in un mondo iperconnesso.