LA MIA STORIA

Il mal di scrivere

Ne “La panne” Friedrich Dürrenmatt si chiede se ci sono ancora delle storie possibili, delle storie per scrittori.  “Se uno non intende raccontare di sé né romanticamente, liricamente generalizzare il proprio io”, insomma se decide di farsi da parte e “di porsi di fronte al proprio tema come uno sculture di fronte alla materia prescelta, lavorandoci e sviluppandosi attraverso di essa (…) allora scrivere diventa un mestiere più difficile, più solitario e anche più insensato”.

Riassumerei questa condizione come il male di scrivere e cioè la fatica del vero scrittore di andare oltre la propria biografia ma non lasciandosela mai del tutto alle spelle. Perchè, sono certa, non vi è un solo pezzettino che non sia destinato a finire fra le pagine dei suoi romanzi, che non si faccia traccia possibile di un racconto, materia da plasmare per trasformarsi nella vita degli altri,  e cioè i protagonisti delle sue storie. L’abilità sta proprio nel fare del proprio vissuto uno spazio scenico in cui, cambiando costantemente le quinte, far muovere tutti i sè della propria vita, rendendoli estranei ma allo stesso tempo assai credibili. Fino a convincere il lettore che dietro l’io narrante, che sia in prima, in terza o in seconda persona, ci sia proprio l’autore e la sua storia.

Leggendo “Il libro dei Baltimore” di Joel Dicker mi sono inbattuta in una sorprendente descrizione dello straniamento che lo scrittore subisce ogni volta che è impegnato a scrivere un libro. Dicker dice che è come aprire una colonia estiva. Perchè “la tua vita, in genere solitaria e tranquilla, viene improvvisamente scombussolata da una moltitudine di personaggi che un giorno giungono senza preavviso e ti stravolgono l’esistenza. Arrivano la mattina a bordo di un grande pullman, dal quale scendono rumorosamente, eccitati per il ruolo che hanno ottenuto. E tu devi rassegnarti, devi occupartene, devi dargli da mangiare, devi ospitarli. Sei responsabile di tutto. Perchè tu sei appunto lo scrittore”.

 

Per uno scrittore scrivere un libro è come aprire una colonia estiva. Arrivano la mattina a bordo di un grande pullman e…tu devi rassegnarti, devi occupartene, devi dargli da mangiare, devi ospitarli.

Sono nata e vivo a Bari. Giornalista professionista, sono responsabile dell’ufficio stampa di Unioncamere Puglia. Appassionata di musica indipendente e rock d’autore, ho collaborato per La Gazzetta del Mezzogiorno, Ciao 2001 e Music, Antenna Sud e Rete 4. Ho esordito in narrativa nel 2018 con il racconto “L’amore non è un luogo comune”, partecipando alla raccolta “L’amore non si interpreta” (L’Erudita). Nell’ottobre del 2018 ho pubblicato la black comedy “Festa al trullo” (Les Flaneurs Edizioni) che è diventata una best practice di lancio editoriale sul web e i social.

“Il segreto di Mr Willer” è il mio primo romanzo giallo.

Vivo a Bari in un mondo circondato da libri e musica. Amo viaggiare e, grazie alle letture e alle canzoni, non smetto mai di farlo. Scrivo da quando avevo 14 anni, scrivo per passione e la scrittura è sempre stata la mia vita.

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