Riflessioni tra le pagine di “Intermezzo” di Sally Rooney, maestra nel raccontare sentimenti che sfidano le convenzioni. Quanto i ruoli di genere continuano a influenzare il modo in cui l’amore viene interpretato?
In compagnia di quel gatto di mio marito, sto terminando la lettura di Intermezzo di Sally Rooney – graditissimo regalo di Natale della mia amica Lucia – che esplora temi come il lutto, le dinamiche familiari e le relazioni interpersonali. Ma, in particolare, è sulla relazione affettiva fra Margaret e Ivan, 36 anni lei e 22 lui, che si è concentrata la mia attenzione, un terreno dove amore e pregiudizio si intrecciano. Per quanto assurdo possa sembrare, l’algoritmo deve esserne a conoscenza in quanto sui social ha cominciato a mostrarmi una serie di notizie su coppie note in cui la donna è molto più grande dell’uomo. La lettura mi ha portata a riflettere su quanto siano ancora controversi questi legami, spesso percepiti come “diversi”, se non addirittura innaturali. Vengono relegati a un ambito di curiosità o pregiudizio, e magari non sono altro che l’espressione autentica di un sentimento che sfida le convenzioni.
Questa disparità di accettazione sociale pone l’accento su quanto i ruoli di genere continuino a influenzare il modo in cui l’amore viene interpretato. Non è un caso che la nostra società accetti quasi senza riserve un uomo maturo accanto a una giovane donna, celebrando il loro rapporto come simbolo di fascino e potere. Ma quando è una donna a scegliere un compagno più giovane, l’equilibrio sembra incrinarsi e l’intera narrazione assume un tono diverso, fatto di sospetti e giudizi.
Nella realtà, storie come quella di Brigitte e Emmanuel Macron ci mostrano che l’amore tra una donna adulta e un uomo giovane può essere saldo, profondo e duraturo. I loro 24 anni di differenza non hanno impedito la costruzione di un rapporto basato sull’affinità intellettuale e sul rispetto reciproco. Alle nostre latitudini, lo stesso si può dire di Fiorella Mannoia e Carlo Di Francesco, uniti da un legame autentico che sfida ogni pregiudizio.
Tuttavia, non si può ignorare la fragilità che talvolta accompagna questi legami. Per una donna adulta, innamorarsi di un uomo più giovane significa anche confrontarsi con il timore dell’invecchiamento, con la paura – spesso taciuta ma ben presente – che col passare del tempo il compagno possa innamorarsi di una donna più giovane. È una fragilità che nasce non tanto dall’amore, quanto dal peso di una società che lega il valore delle donne alla loro apparenza e giovinezza. Il confronto con il tempo che passa può essere particolarmente acuto in questi rapporti, mettendo alla prova non solo la solidità della coppia, ma anche l’autostima della donna.
Le storie d’amore tra donne più adulte e uomini più giovani sembrano trovare maggiore tolleranza nel mondo del cinema, dell’arte e della cultura in generale, ed è un fenomeno che vale la pena esplorare. Forse la risposta si trova nella percezione che abbiamo di questi mondi: li consideriamo spazi dove la creatività, l’individualità e la libertà personale prevalgono sulle convenzioni sociali. Qui, l’arte diventa un terreno fertile per la trasgressione, per raccontare storie che sfidano le norme e che, proprio per questo, ci affascinano.
Nel cinema, ad esempio, attrici come Catherine Deneuve, Demi Moore o Susan Sarandon hanno vissuto storie d’amore con partner più giovani sia sul grande schermo sia nella vita reale, senza subire lo stesso livello di giudizio riservato alle donne comuni. L’arte ha la capacità di idealizzare queste relazioni, di incorniciarle in un’aura di passione, bellezza e intensità che spesso manca nella vita quotidiana. Una donna matura con un giovane compagno, in questo contesto, viene vista come musa ispiratrice o come figura di grande fascino, capace di catturare un amore che trascende le barriere del tempo.
Penso anche che la fama giochi un ruolo importante. Gli artisti e gli attori vivono sotto i riflettori, e le loro vite amorose sono spesso interpretate come parte integrante della loro “mitologia personale”. La donna matura con un uomo giovane, in questo caso, non è solo una compagna, ma diventa simbolo di audacia, modernità e libertà, una figura che rompe gli schemi e rivendica il diritto di amare chi desidera. È una narrativa che si sposa bene con l’immagine dell’artista, che per definizione sfida i limiti e le convenzioni.
Ma c’è anche un’altra spiegazione, forse più semplice e, al tempo stesso, più scomoda: nel mondo dell’arte e del cinema, l’aspetto fisico è spesso centrale. Molte donne del settore, grazie alla loro notorietà e al loro accesso a risorse e cure estetiche, riescono a sfidare i segni del tempo in modo visibile. Ciò rende la differenza d’età meno evidente agli occhi del pubblico, che finisce per accettare queste unioni più facilmente rispetto a situazioni analoghe nella vita quotidiana.
Tuttavia, non bisogna sottovalutare il ruolo che le storie raccontate attraverso l’arte possono avere nel cambiare il modo in cui vediamo la realtà. Film, libri e opere d’arte hanno la capacità di umanizzare e normalizzare ciò che la società fatica ad accettare. Una relazione tra una donna matura e un uomo giovane può diventare, attraverso l’arte, il racconto di un amore autentico, di una complicità che supera ogni convenzione. È come se l’arte ci aiutasse ad accettare queste storie anche fuori dagli schermi o dai quadri, rendendoci più inclini a riconoscerne la bellezza e il valore nella vita reale.
Forse, allora, il mondo dell’arte e del cinema non è solo uno spazio dove queste storie sono tollerate, ma un laboratorio di cambiamento, un luogo dove si sperimenta un nuovo modo di pensare l’amore, liberato da giudizi e preconcetti. E forse, a poco a poco, questa apertura finirà per contagiare anche il resto della società.
In fondo, come ci insegna la letteratura, l’amore ha sempre avuto il potere di sovvertire regole e aspettative. È questa la sua forza, ed è per questo che vale la pena celebrarlo, in tutte le sue forme.
Il titolo “Intermezzo” del romanzo di Sally Rooney richiama una mossa strategica negli scacchi (in tedesco Zwischenzug, in italiano si parla più di mossa intermedia) e simboleggia momenti di pausa o deviazione che interrompono la linearità della vita.
Forse, un giorno, impareremo a non giudicare l’amore, a non piegarlo ai nostri pregiudizi. Forse, un giorno, ci sarà spazio per queste storie anche nella normalità del quotidiano e non solo nei romanzi o nei film. Perché in fondo, l’amore – quello vero – non chiede permesso. Vive e basta.